Biografia

Patrizia Riscica nasce a Padova da padre siciliano e madre di origine austriaca.
Il padre ha come sua ultima sede di lavoro Treviso, dove la famiglia rimane ad abitare. Frequenta il liceo scientifico , si iscrive poi alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova e si laurea nel 1978. Attualmente lavora presso un Servizio per le Dipendenze.
Patrizia Riscica ha scritto poesia fin da piccola, quasi un destino e una passione incisi nel suo DNA, un modo di vivere che l’accompagna da sempre, un universo parallelo che scorre ineluttabile accanto al suo quotidiano.
Nel 2004 partecipa per la prima volta ad un concorso letterario, dove si classifica e guadagna la possibilità di pubblicare una raccolta. Esce la prima opera “Così su due piedi” Edizioni  Montedit.
Segue poi nel 2007 “Immagini Capovolte” Edizioni del Leone.
Nel 2010 pubblica il suo ultimo lavoro , “Un corpo dopo l’altro” Edizioni del Leone, dove si sperimenta con un’innovativa opera creativa di versi e fotografie, in collaborazione con l’esordiente fotografa Giovanna Gatto. Da quest'ultimo testo è stato tratto uno spettacolo di poesia e teatro danza, con Valentina Vettor, attrice, Silvia Bugno e Domenico Santonicola, danza.



"La poesia",  foto di Giovanna Gatto

Nota dell’autrice:

Le notizie sulla vita di un poeta, peraltro dovute per onorare l’usuale prassi delle biobibliografie, destano generalmente più curiosità o noia che comprensione dell’opera. Sono sicuramente poco utili per avvicinarsi alla poesia, perché la poesia insegue una sua biografia, che quasi sempre è diversa da quella dell’autore.
A volte chi legge tende a frugare tra i versi alla ricerca dell’esperienza dell’ autore, del collegamento con la sua vita, con l’idea di poter afferrare meglio il significato.
Invano, perché scrivere è si pratica di vita, ma è soprattutto ricerca dell’universale.
I versi allora diventano veri e falsi, sono contemporaneamente autobiografia e fantasia.
Leggere poesie diventa invece un’ avventura unica se ci si abbandona ai versi, ascoltandoli come se fossero sottofondo e contemporaneamente interpreti delle nostre emozioni.
Una musica creata dall’ascolto stesso.
Così la poesia si fa biografia di ognuno, si fa trasformista e genera un senso sempre diverso, mentre la storia dell’autore perde significato, lentamente sfuma, diventando quasi superflua...