1. Corpo di donna

Sono corpo prima di percepirmi come anima.
Tocco la mia carne per collocare in ogni poro della pelle
un particolare significato. Con i pensieri mi faccio tanti
tatuaggi per descrivermi agli altri.
Per non sprecare nessuna possibilità di esistere.






Sono donna

Ora sono donna.

Mi coprono le spalle
lunghi capelli chiari, morbidi, lisci
(appena qualche
ricciolo sulle punte).
La pelle dorata si confonde nella sabbia
e al sole brilla ancora umida di mare.
Seni bianchi, rotondi, carnosi, capezzoli rosa
turgidi di gioventù.
Il ventre teso e piatto
si arrotonda dolcemente quando
mi siedo.

Gambe lunghe, snelle e veloci.
Sedere rotondo, piccolo, nervoso.

Il mio DNA è andato proprio oltre
mia madre.

Questo ciuffo riccio e
chiaro tra le cosce
nasconde ancora molte
liquide promesse.
Incanti di piacere,
sospiri di desiderio,
forse d’amore da assaporare a lungo,
o solo giochi da consumare in fretta.

Flessibile, duttile,
mi piego alle carezze,
prendo la forma della mano
che tocca lieve la mia pelle,
che segue dolce le curve del mio corpo
e mi modella donna.

Attendo con fiducia
le prossime sequenze esistenziali.

Anche se…
so che la vita mi scorrerà addosso
e come un animale affamato
mi morderà la carne.

Tacchi alti a Venezia

Sono una neofita del tacco,
con grinta e coraggio
affronto il cemento
e mi arrampico sui ponti.

A volte barcollo un po’, ma
subito riprendo il controllo.
Dentro me, un canto di orgoglio femminile.

Vado in giro tra le calli con le mie
lunghe gambe
passi brevi, ma determinati.
Cammino dritta,
indifferente agli sguardi.
Concentrata sui miei piedi,
penso solo alla meta.

Improvvisamente non ho più dubbi,
non ho paure.
Ora sono sicura, ho capito tutto:
inchioderò la vita con un tacco a spillo.

La memoria del corpo

In ogni piccola piega della pelle è scritta
la memoria di questi anni.
Ormai conosco ogni imperfezione,
ogni bellezza.
Pelle senza pudore, libera di esporsi
a qualunque sguardo
anche di puro dolore
o feroce nostalgia.
Pelle che ha vissuto,
ruvida di esperienza.
Elastica di saggezza.
Traccia indelebile
della grafia del passato.
Vestito usato, modellato dal tempo,
macchiato di vita, sgualcito da ricordi.
Morbido velluto, consumato da parole
già logore d’amore,
ricamato con tracce segrete,
arabeschi di cicatrici da seguire
lentamente con un dito
lungo un percorso ancora curioso di futuro.

Leggo in silenzio la memoria degli anni
con fiducia ritrovata,
accettazione mai persa.
Emozione di un tempo
rifiutato dalla saggezza dell’oggi.

La pelle, quando il vento l’accarezza nuda,
freme libera e finalmente
ascolta l’esistenza che l’avvolge
sfacciata, insolente
in un brusio frenetico di molecole inquiete.

Cerchio di carne

Sono una strega.
La magia esce dal mio corpo
in una girandola di fumo azzurro.
Ho pronunciato già tutte le parole,
ho compiuto ogni gesto,
ho vissuto ogni vita.
Sono una giovane vecchia donna.
Il mio volto orrido è bellissimo.
Chi mi guarda rimane imprigionato
da un groviglio di significati
e s’incanta di vita.
Sono la principessa delle favole.
Sono l’eroina della tragedia.
Sono il dolore, la gioia, il piacere,
l’amore, l’abbandono, la morte, l’eterno ritorno.
Nessuno potrà bruciarmi,
e Satana non potrà mai domarmi.
Mi riproduco all’infinito
e lascio la mia traccia indelebile
attorno al mondo.
Un cerchio di carne.